
Ciò che colpisce nella storia narrata da Vittorio Giardino in Jonas Fink è l’accuratezza storica delle vicende. Attraverso la lettura, i dialoghi, gli sfondi, traspare apertamente il lavoro di documentazione compiuto dall’autore, costatogli oltre vent’anni della sua vita. Il segno dolce e delicato dei suoi acquerelli e delle chine fini e onnipresenti riesce a mostrare in antitesi la crudeltà della società cecoslovacca degli anni segnati dal regime comunista, che porteranno all’arresto del padre di Jonas, accusato di cospirazione nei confronti del regime stesso.
Inizia così la storia del protagonista, un giovane, al momento dell’arresto del padre appena dodicenne, immerso in un contesto di sfiducia reciproca che farà fiorire in lui e nella sua generazione un forte sentimento di riscatto e di silente rivoluzione. Ci troviamo infatti nel 1968, periodo della cortina di ferro che divideva l’Europa in due zone: a est sotto il controllo dell’Unione Sovietica e a ovest sotto l’influenza degli Stati Uniti.
La storia narrata da Giardino viene originariamente pubblicata in tre volumi: L’Infanzia, che narra gli eventi dell’agosto 1950, con i costanti arresti, spesso senza motivo, che vedono come vittima anche Arthur Fink, L’Adolescenza, ambientata nel febbraio 1956, anni segnati dall’accanimento del Ministero della Sicurezza nei confronti dei reazionari, e Il Libraio di Praga, il capitolo finale e il più corposo, che nell’agosto 1968 vede la famiglia Fink ancora in attesa di verità e giustizia.

Il volume che ci viene presentato in un’edizione prestigiosa dall’editore Rizzoli Lizard, ci permette di godere pienamente della raffinate tavole illustrate da Vittorio Giardino, uno dei fumettisti più virtuosi del panorama italiano. All’interno delle note introduttive del corposo volume, lo stesso autore definisce quest’opera ambiziosa come un “romanzo di formazione” a fumetti, e si augura, in un periodo di leggera claustrofobia, che i muri che vediamo ergersi tutti attorno a noi un giorno crolleranno, in modo da farci respirare meglio.
Sono parole estremamente azzeccate, soprattutto nel periodo storico in cui viviamo, che tanto risente di quegli anni violenti e catastrofici illustrati dall’opera di Giardino.
Ma la speranza è forte e nelle pagine di Jonas Fink si respira aria di rivoluzione. Il protagonista, infatti, intrattiene relazioni con gruppi di amici rivoluzionari, una giovane ragazza di cui si innamorerà e un libraio che diventerà per lui una figura quasi paterna. La dedizione con la quale l’autore si è occupato di creare questo capolavoro è dunque encomiabile, dalla pubblicazione in Francia del primo volume nel 1994, Giardino non ha mai abbandonato questo ambizioso progetto di formazione, concludendo l’opera nel 2018 e celebrando così 26 anni di lavoro, intrapreso nel 1992.
Il segno impeccabile e delicato dell’artista italiano gli ha permesso, con il tempo, di spaziare tra i vari generi, tra cui la spy story, il poliziesco e l’eros, donandoci sempre storie avvincenti e illustrazioni maestosamente aggraziate.
Jonas Fink è un manifesto di rivoluzione e giustizia sociale, raccontato attraverso le disgrazie avvenute a una generazione cresciuta all’ombra della dittatura, un contesto di terribile oppressione, in cui però, Giardino lascia trasparire un’ardente scintilla di speranza, riposta all’interno dei pulsanti cuori dei giovani, in cerca di giustizia, uguaglianza e soprattutto verità.
Jonas Fink
di Vittorio Giardino
Rizzoli Lizard, marzo 2018
cartonato, 336 pp., colore
29,00 € (acquista online)
